La Bussola delle Relazioni Internazionali · N°4

Le cause profonde: il livello individuale

Prima immagine di Waltz: come percezioni, stress, bias e psicologia dei leader possono aumentare il rischio di guerra

Causa profonda Spiegazione Esempio
Mispercezioni e percezioni errate dei leader. Valutazioni totalmente errate sulle reali intenzioni, sulle capacità belliche dell’avversario o sulla facilità dell’operazione militare. L’informazione sbagliata e/o incompleta può avere un ruolo. Invasione USA dell’Iraq (2003): convinzione errata sulla presenza di armi di distruzione di massa e sull’aspettativa di una rapida e facile stabilizzazione del paese.
Stress fisico ed emotivo nelle crisi. L’elevata pressione temporale e psicologica altera la razionalità, riduce la percezione delle opzioni a disposizione e induce a credere che la colpa sia unicamente della controparte. Crisi di luglio 1914 (Prima guerra mondiale): i decisori europei, sotto forte stress e con comunicazioni frenetiche, percepirono il tempo come a loro sfavore, accelerando la mobilitazione bellica.
Bias motivazionali e cognitivi. Tendenza a selezionare o interpretare le informazioni solo per confermare i propri desideri, interessi o credenze pregresse, che porta a ignorare i dati e le prove contrarie. Rifiuto da parte dei leader di riconsiderare i propri piani strategici anche dinanzi a evidenze diplomatiche o d’intelligence sfavorevoli.
Pensiero di gruppo (groupthink). Dinamica di psicologia sociale nei comitati ristretti in cui la pressione alla conformità e il bisogno di coesione/accettazione sopprimono il dissenso e il pensiero critico. Cerchie decisionali di governo in cui consiglieri e ministri non esprimono dubbi o obiezioni per allinearsi al consenso comune o alla volontà del capo.
Eccesso di ottimismo e illusioni positive. Tratti tipici della personalità di leader carismatici e sicuri di sé, che sfociano nella sistematica sovrastima della propria forza militare e nella sottostima della resistenza altrui. Errori di pianificazione bellica dettati dalla convinzione aprioristica di ottenere una vittoria rapida, decisiva e a basso costo.

Fonte: Grieco, Ikenberry, Mastanduno (2017), Introduzione alle Relazioni internazionali; Jervis, R. (1978), Cooperation Under the Security Dilemma; Janis, I. L. (1982), Groupthink · Elaborazione: Politèia