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Salute e benessere
12 gennaio 2026 | di Francesco Lucà
#Trump #dieta #alimentazione #USA

L'amministrazione Trump ha ufficialmente rilasciato le nuove Linee Guida Dietetiche per gli Americani per il periodo 2025-2030, presentate dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e dal Segretario all'Agricoltura Brooke Rollins. Il messaggio centrale segna un netto e radicale cambiamento rispetto al passato, riassunto in un imperativo semplice ma d'impatto: "Eat real food". Ma quanto effettivamente si distaccano delle precedenti linee guida?

Fonte: realfood.gov

La Filosofia di Base: Priorità al Cibo Vero Contro le Malattie Croniche

La logica dietro questo cambiamento è chiara: rimettere al centro della dieta cibi integrali, nutrienti e naturali. Questa mossa è motivata da dati allarmanti sullo stato di salute della popolazione americana, che evidenziano una vera e propria crisi sanitaria:

  • Il 50% degli americani ha prediabete o diabete.
  • Il 75% degli adulti soffre di almeno una patologia cronica.
  • Il 90% della spesa sanitaria statunitense è destinata al trattamento di malattie croniche, molte delle quali sono direttamente collegate all'alimentazione.

Le nuove linee guida prendono una posizione esplicita contro i pericoli dei cibi "altamente trasformati", identificandoli come un avversario diretto della salute pubblica.

La Nuova Piramide Alimentare: Una Struttura Rovesciata

Il simbolo più evidente di questa rivoluzione è la nuova piramide alimentare, la cui struttura è stata letteralmente rovesciata: la base, la parte più ampia e quindi più importante, si trova ora in alto, mentre la punta, che rappresenta gli alimenti da consumare con più moderazione, è in basso. Si tratta di una struttura che ripudia decenni di consigli che, secondo i promotori di questa svolta, hanno favorito l'industria del cibo trasformato a discapito della salute pubblica.

La nuova gerarchia dei gruppi alimentari è la seguente:

  • Al Vertice (la parte più grande): Proteine, Latticini e Grassi Sani insieme a Verdura e Frutta. A questi due macro-gruppi viene data pari importanza come fondamento della dieta.
  • Alla Base (la parte più piccola): Cereali Integrali. Pur essendo incoraggiati, occupano ora una porzione ridotta rispetto al passato.

I Punti Chiave delle Nuove Raccomandazioni

Le nuove linee guida introducono cambiamenti significativi in diverse aree chiave della nutrizione.

Aumento delle Proteine: “Fine alla Guerra alle Proteine”
Le nuove linee guida dichiarano di voler “porre fine alla guerra contro le proteine”. La dose giornaliera raccomandata aumenta in modo significativo, passando dalla precedente raccomandazione di 0,8 grammi per kg di peso corporeo alla nuova di 1,2-1,6 grammi per kg (corrispondenti a ~0.54–0.73 grammi per libbra, l’unità di misura usata nei documenti originali). Le linee guida specificano che ogni pasto dovrebbe dare priorità a proteine di alta qualità.

Zuccheri Aggiunti: Tolleranza Zero
Una delle prese di posizione più nette e intransigenti riguarda gli zuccheri aggiunti. Le linee guida affermano che “nessuna quantità” è considerata parte di una dieta sana. Se consumati, gli zuccheri aggiunti non dovrebbero comunque superare i 10 grammi per pasto. Inoltre, viene sconsigliato anche l’uso di dolcificanti acalorici.

Grassi: Un Approccio a Doppio Binario
L’approccio ai grassi è sfaccettato. Se da un lato il limite per i grassi saturi rimane invariato (non più del 10% delle calorie giornaliere), dall’altro si incoraggia attivamente il consumo di grassi provenienti da cibi come uova, latticini interi, e carne. Sorprendentemente, vengono citati come opzioni anche il burro o il sego di manzo, una novità che segna un netto cambio di rotta.

Cibi “Altamente Trasformati”: L’Avversario Ufficiale
Le nuove linee guida prendono di mira una categoria specifica di prodotti industriali. I cibi “altamente trasformati” sono definiti come “cibi confezionati, pronti o preparati che sono salati o dolci, come patatine, biscotti e caramelle”. Viene inoltre raccomandato di evitare additivi come coloranti a base di petrolio e conservanti artificiali. La scelta del termine “altamente trasformati” appare strategica, permettendo all’amministrazione di aggirare il dibattito scientifico e normativo in corso sulla definizione più controversa di “cibi ultra-processati” (UPF).

Una Novità: l’Attenzione al Microbioma Intestinale
Per la prima volta in assoluto, le linee guida menzionano la salute dell’intestino e il microbioma. In linea con l’approccio generale, mettono in guardia contro i cibi altamente trasformati e incoraggiano il consumo di frutta, verdura, cibi fermentati e ricchi di fibre per promuovere una flora intestinale equilibrata e robusta.

Alcol: Raccomandazioni Meno Specifiche
Le precedenti raccomandazioni numeriche (1 drink al giorno per le donne, 2 per gli uomini) sono state rimosse. La nuova indicazione è più generica e diretta: “Consumare meno alcol per una salute migliore”. Tuttavia, le linee guida specificano che l’alcol dovrebbe essere evitato da gruppi specifici, come le donne in gravidanza e le persone in fase di recupero da disturbi legati al consumo di alcol.

Contesto, Critiche e Controversie

Queste nuove linee guida si inseriscono nell'agenda politica "Make America Healthy Again" (MAHA) promossa da Kennedy. Tuttavia, non sono esenti da feroci critiche. L'aspetto più controverso è che la stesura finale ha ignorato le raccomandazioni del comitato consultivo scientifico, composto da 20 esperti. Organizzazioni come il Center for Science in the Public Interest (CSPI) hanno accusato le nuove direttive di favorire gli interessi delle industrie della carne e dei latticini. Secondo il CSPI, i Segretari avrebbero "cercato un gruppo separato di scienziati della nutrizione, molti con legami con le industrie della carne e dei latticini, eludendo processi pubblici e trasparenti" per sostenere le loro posizioni, minando così le prove scientifiche consolidate e la salute pubblica.

Valutazioni

Il punto di rottura logico più evidente all'interno delle nuove linee guida risiede nella gestione schizofrenica dei grassi saturi. Da un lato si mantiene la raccomandazione ufficiale di limitarne l'assunzione, dall'altro si promuovono attivamente alimenti che ne sono ricchi.

  • Raccomandazione Ufficiale
    Limitare i grassi saturi a meno del 10% delle calorie totali.
     
  • Alimenti Raccomandati
    Carne rossa, latte intero, pollo e formaggio (alimenti ricchi di grassi saturi).

Seguendo le raccomandazioni sugli alimenti promossi, diventa quasi impossibile rispettare il limite imposto sul consumo di grassi saturi.

Il secondo punto apparentemente controverso è quello sulle proteine, tuttavia la realtà potrebbe essere leggermente diversa. Le linee guida Italiane redatte dal CREA si aggirano attorno al 0,9g/kg/die di proteine (quota da considerare comunque come un minimo), puntando quindi su equilibrio e varietà e orientandosi verso un modello mediterrano con più carboidrati complessi, legumi e fibre. 

Le differenze con le linee guida americane ci sono, ma sono meno eclatanti di quello che farebbe supporre la piramide. La quota proteica risulta più alta rimanendo tuttavia dentro i range di macronutrienti definiti corretti dalla scienza. Va inoltre considerato che il governo americano parla a una popolazione già malata e fortemente insulino resistente, al contrario di quella italiana che deve PREVENIRE.

A conti fatti le nuove linee guida non stravolgono quelle precedenti, ma cambiano il modo di comunicarle. Il cambiamento principale non è quindi cosa mangiare, ma come viene spiegato, meno attenzione ai singoli nutrienti isolati e più enfasi sulla qualità complessiva degli alimenti e dei pasti.

La rappresentazione grafica della nuova piramide ha attirato molta attenzione, ma usare una grafica per giustificare diete estreme, come modelli carnivori o low carb rigidi, significa confondere lo strumento comunicativo con il contenuto, risultando così l’elemento più critico delle nuove linee guida.

Conclusioni

L'impatto futuro sulla salute pubblica di queste nuove indicazioni appare tutt'altro che positivo. Le previsioni si possono riassumere in due punti chiave:

1. Nessun miglioramento per la salute: Cambiare le linee guida non garantisce che le persone le seguano. Includendo più cibi ricchi di grassi saturi, con cui la popolazione ha già un problema, le statistiche potrebbero falsamente indicare un miglioramento solo perché la base di partenza del confronto è peggiorata.

2. Aumento della disinformazione: Il risultato più probabile sarà un aumento della paura ingiustificata verso ingredienti del tutto innocui per la maggior parte della popolazione, come oli di semi, coloranti artificiali e conservanti, alimentando ulteriormente la confusione e la sfiducia nella scienza della nutrizione.

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