In copertina: Sulla sinistra, la Torre dei Conti, Pierfelice Licitra, CC BY 3.0. Sulla destra, Marija Zakharova, Council.gov.ru, CC BY 4.0 - Wikimedia Commons
Attualità
04 novembre 2025
#Roma

Marija Zakharova, portavoce del ministro degli esteri russo, ha sfruttato l’incidente avvenuto il 3 novembre 2025 presso la Torre dei Conti di Roma - e che ha coinvolto alcuni degli addetti ai lavori di ristrutturazione - per commentare la situazione economica italiana e collegarla al supporto a Kyiv. La portavoce ha affermato:

“Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti, l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri. Ricordo che a maggio di quest’anno il Ministero degli Esteri italiano ha riferito che ‘il sostegno italiano all’Ucraina, compreso l’aiuto militare e i contributi versati tramite i meccanismi UE, ammonta a circa 2,5 miliardi di euro” - (fonte Sky Tg24).

L’analisi dei dati mostra come questa affermazione sia disinformazione e propaganda.


I dati sulla Torre dei Conti e sui finanziamenti culturali

La Torre dei Conti, i cui problemi strutturali sono noti da tempo, era in stato di abbandono da circa 20 anni.

Sul portale romasitrasforma.it è possibile dare uno sguardo ai danni riportati: per anni si sono susseguiti tentativi di ristrutturazione che hanno portato al finanziamento dei lavori anche attraverso i fondi del PNRR, con un budget di circa 6,9 milioni di euro, e all’avvio dei cantieri nel 2022. La gestione della Torre è di pertinenza della sovraintendenza di Roma e quindi i finanziamenti non passano dal Ministero della Difesa o da organi militari. Quelli legati alla guerra in Ucraina sì.

I fondi per la cultura: un quadro in crescita

Nel corso degli ultimi anni, il Ministero della Cultura ha mantenuto costante il flusso costante degli investimenti: nel 2025 ha stanziato 300 milioni di euro per la rigenerazione di parchi e giardini storici, mentre il Fondo per la tutela del patrimonio culturale è passato da circa 170 milioni di euro nel 2022 a 247 nel 2023, stabilizzandosi intorno ai 240 nel 2024. La Regione Lazio, tra il 2019 e il 2023, ha inoltre finanziato piani di valorizzazione dei luoghi della cultura e interventi su musei, archivi e complessi monumentali. Nel 2022 sono stati stanziati 225.000 euro per l’acquisto di beni e attrezzature destinati agli istituti culturali accreditati, mentre tra il 2022 e il 2023 ulteriori 560.000 euro sono stati messi a disposizione per la promozione del patrimonio culturale attraverso iniziative artistiche e di spettacoli dal vivo.

Tornando alla Torte dei Conti, dopo anni di tentativi di ristrutturazione, i lavori sono finalmente iniziati nel 2025, ben tre anni dopo l’invasione dell’Ucraina. Pertanto, se l’aiuto dell’Italia all’Ucraina avesse compromesso l’attività di restauro, non sarebbero partiti i lavori. Inoltre, ricordiamo che gli aiuti militari a Kyiv da parte dell’Italia sono fra i più bassi ed incidono pochissimo sul bilancio statale. Ne possiamo quindi desumere che non vi sia una diretta correlazione fra aiuto a Kyiv e riduzione degli investimenti per le ristrutturazioni dei Beni Culturali.

La propaganda e il racconto del “crollo” dell’Occidente

Passiamo ora al perché le dichiarazioni di Zakharova sono propaganda.

In primis, analizziamo le sue parole dal punto di vista politico. Il fine è quello di utilizzare un riferimento culturale (la Torre dei Conti come immagine di storia e potere) come metafora politica, per indicare che il “crollo” è il declino di tutta l’Italia.

È una retorica ben nota: si prende un evento isolato e lo si trasforma in metafora di un’intera condizione nazionale.

È un classico esempio di semplificazione propagandistica che molte volte può insinuarsi nelle menti che ragionano in modo lineare. Equivale a dire “ho trovato una mela marcia nel paniere, allora tutte le mele sono marce”.

È un espediente che fa leva sull’emotività più che sulla logica, e che trova terreno fertile in un contesto già attraversato da insoddisfazione e incertezza. Stiamo parlando di bias cognitivo: una distorsione del modo in cui percepiamo, interpretiamo e ricordiamo le informazioni. Punto. E questo è dimostrato dai dati: se analizziamo la situazione economica in modo più ampio, ci accorgiamo che dal 2022 i conti pubblici dello Stato non ci vedono in una condizione così precaria. Nell’attesa dei dati del 2025 possiamo consultare quelli definitivi del 2024, i quali indicano che il PIL è cresciuto - poco ma è cresciuto - e l’occupazione è continuata a salire. È vero che la produzione industriale ha registrato una lieve flessione, ma non tale da suggerire un “crollo”. Quindi, nonostante gli aiuti all’Ucraina - ricordiamo: non poi così rilevanti - l’Italia non sta crollando. Una mela è marcia, ma non tutto il paniere.

Aggiungiamo il fatto che la Torre dei Conti sia un edificio di Roma che viene sfruttato a scopo di propaganda culturale: il caso, avvenuto a “Roma caput Mundi”, viene presentato come simbolo fatiscente di un Occidente in fase di declino.

In definitiva le dichiarazioni di Zakharova devono essere interpretate come un tentativo che si inserisce in un’azione “non lineare” atta a denigrare gli aiuti a Kyiv in un tentativo indiretto di ridurre il sostegno all’Ucraina, paese sovrano che ha visto invadere il proprio territorio con un’azione che non trova alcuna giustificazione in seno alla normativa internazionale.

In tutto questo rimangono due certezze. La prima, e più importante, è che la tragedia non può che spingere alla vicinanza alle persone e ai familiari coinvolti, e al Comune di Roma e al ministero che si stavano impegnando nella ristrutturazione dell’edificio.

La seconda certezza è che è sempre moralmente inaccettabile sfruttare una tragedia umana e culturale a fini propagandistici, ancora di più da parte di un paese estero che invece di manifestare vicinanza usa la tragedia per diffondere falsi messaggi.

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