Costume e Società
28 ottobre 2025 | di Valentina Barbiero e Alessio Minuzzo

Sembra quasi una città di frontiera in un mondo utopico in cui lo spazio reale viene popolato da figure che rappresentano un universo immaginario. La realtà diventa fantasia in un rito collettivo che accomuna migliaia di persone. E Lucca diventa la capitale di Comics & Games, considerato il più grande evento del genere in Europa, e secondo al mondo solo al Comiket di Tokyo.

In questo articolo ripercorriamo la storia del Lucca Comic & Games.

Una fiera di fumetti “artigianale”: gli anni ‘60-’80

Partiamo dal Salone Internazionale dei Comics, una manifestazione del fumetto organizzata a Bordighera nel 1965 e poi a Lucca dal 1965 al 1992, ben prima che nascessero i grandi saloni di Angoulême (Francia, 1974) o San Diego Comic-Con (USA, 1970).

All’epoca i fumetti venivano considerati prodotti di serie B, sottocultura popolare.

Ma non tutti i “letterati” la pensavano così. Carlo della Corte era uno di questi. Giornalista, scrittore e critico letterario, Della Corte considerava il fumetto una forma d’arte e un linguaggio culturale. Questa convinzione gli proveniva dalle analisi che aveva effettuato su alcune illustrazioni antico egizie che presentavano anche l’inserimento di parti scritte nelle immagini: i protofumetti. Con il suo lavoro, aveva l’intento di dimostrare l’origine nobile del fumetto, riportandolo all’interno della “cultura letteraria”. Diverso fu l’approccio di Umberto Eco. La sua fu una ricerca degli “antenati” dei fumetti, ovvero quelle produzioni che inserivano la scrittura all’interno della rappresentazione iconografica. Uno dei casi più interessanti scoperti da Eco fu il Biblia Pauperum, un prodotto di stampa xilografica della Bibbia che ne permise una maggiore diffusione, ma che richiedeva una maggiore comprensione da parte della platea dei lettori. Fu l’introduzione della scrittura nelle immagini a permettere il raggiungimento di questi obiettivi. Questa ricerca fornì ad Eco la base per la successiva riflessione sui mass media e, nello specifico, per comprendere le origini del fumetto stesso, poi trattate nel libro Apocalittici e integrati. Ne seguì una serie di conseguenze legate al fumetto, come la nascita della rivista “Linus”, che rivoluzionò il modo di produrre e pubblicizzare questa forma di letteratura (aprile 1965) e che è stato studiato come “caso editoriale” da Paola Maria Farina nel suo libro “La rivista Linus”.

Il fumetto così iniziò a entrare nella cultura letteraria e popolare ed il Salone Internazionale dei Comics accelerò questo processo.

L’espansione

Fin dalle prime edizioni, l’appuntamento diventò un punto di riferimento per i più importanti autori di fumetti, le case editrici, gli appassionati e i collezionisti.
Nel giro di poco tempo, gli autori iniziarono a considerare la manifestazione come una vetrina privilegiata per presentare i loro ultimi lavori, contribuendo ad incoronare Lucca come capitale internazionale dell’arte delle storie a vignette.

 

Foto di Alessio Sbarbaro User_talk:Yoggysot - Own work, CC BY-SA 3.0

Negli anni ’80, accanto ai fumetti, vennero introdotti anche i giochi da tavolo, ampliamento che preparerà la strada alla futura nascita della sezione “Games”, destinata a diventare una parte fondamentale dell’evento negli anni a venire.

Arriva l’area Games

Nel 1993 l’evento cambiò nome e diventò “Lucca Comics” e successivamente, nel 1995, si aggiunse anche la citata sezione giochi: eccoci arrivati alla dicitura “Lucca Comics & Games”. Il settore giochi cominciò a crescere tra giochi di carte, modellismo, giochi di ruolo e trovò a Lucca lo spazio ideale per attrarre sempre più pubblico. L’area games arriva oggi a coprire 5800 m2 di mostre, installazioni, presenza di ospiti internazionali, sfide tra gli appassionati ed espositori del calibro di WizKids e Pokémon Company.

Yoggysot Alessio Sbarbaro - Own work, CC BY-SA 3.0,

Alla conquista del cuore della città

L’evento continuava a crescere e ad offrire sempre di più. Si sentiva la necessità di avere a disposizione uno spazio più idoneo e più scenografico.

Così nel 2006, si decise di trasferire buona parte dell’attività all’interno delle mura cittadine, trasformando Lucca stessa in un grande evento e in un grande ed unico gioco di ruolo. La scelta risultò azzeccata e il numero dei visitatori continuò a crescere nel tempo.

I cosplayer

Ogni anno, quando le porte del Lucca Comics & Games si aprono, la città cambia volto.

Le sue mura rinascimentali diventano confini di un regno immaginario, le piazze si trasformano in palchi a cielo aperto e, tra le vie strette e luminose, iniziano a comparire cavalieri, maghi, eroine, supereroi e creature di ogni mondo possibile. Le mura si riempiono di sfilate composte da centinaia di Spider-Man, principesse Disney e meravigliosi costumi steampunk.

È il momento dei cosplayer, il cuore pulsante del festival. Il cosplay non è solo un gioco o un passatempo: è un atto di amore e trasformazione. Ogni costume racconta una storia, ogni dettaglio è frutto di ore di dedizione, di notti passate a cucire, dipingere, costruire.
Quando il cosplayer indossa il suo abito, non si traveste: diventa il personaggio.
Per un giorno, la fantasia prende corpo, e la città intera diventa teatro di migliaia di piccole metamorfosi.

Cosa ci riserva quest’anno?

Quest’anno si parla di baci, in particolare di French Kiss, così si evince dai poster dell’evento. Per questa 59ª edizione si rende omaggio alla Francia, ed in particolare alla “pop culture diversity”. Liberté, Créativité, Diversité sono i tre valori dell’Institut Français e sposano alla perfezione i cinque valori di Lucca Comics & Games: Community, Inclusion, Discovery, Respect, Gratitude. Il French Kiss, o bacio alla francese, è visto come denotatore narrativo: scioglie incantesimi, rivela identità segrete e unisce nemici.

 

“Percepita dalla community come una grande festa della libertà e accoglienza, Lucca Comics & Games riesce a unire persone molto diverse tra loro, che durante il festival si liberano grazie ai loro costumi, ai personaggi che interpretano, all’immaginazione” - Cit. Rébecca Dautremer (illustratrice francese e ideatrice del manifesto di questa edizione)

Sui manifesti troveremo “6 personaggi in cerca di un bacio”: un Lupo Mannaro, un Guerriero, una Contessa vampira, un Mostro, una Strega e la Lukawa (creatura immaginaria che fonde il nome della città con l’animazione orientale).

Tra gli ospiti principali troveremo Hideo Kojima - il celebre game-creator giapponese - presente per la tappa conclusiva del Death Stranding World Tour, Tetsuo Hara, il leggendario autore del manga Hokuto no Ken e Rick Riordan, autore fantasy della serie Percy Jackson.

Anche l’Italia sarà presente con Milo Manara, ZeroCalcare, Elio e Le Storie Tese, Luca Marinelli, Caparezza, Leo Ortolani.

L’appuntamento è, come ogni anno, dal 29 ottobre al 2 novembre.

 

 

Articoli

Gli ultimi articoli