Polaris
19 ottobre 2025

In un mondo sempre più cittadino, l’architettura delle città è importante per lo sviluppo di reti sociali ma anche come struttura che ne integri gli abitanti.

Se avete letto “Le città Invisibili” di Calvino ricorderete alcune immagini evocative di questi esempi di città. Due fra tutte: Eufemia, la città degli scambi ma anche delle esperienze, ed Ersilia, la città in cui i rapporti fra le persone sono segnati da fili fra le case. Dopo un po’ la città è così piena di connessioni che gli abitanti devono cambiare città…

Scelte architettoniche sbagliate possono peggiorare le interazioni o rendere più difficoltosa la vita, aggrovigliandola. A dimostrazione che l’architettura può acquisire anche una funzione dagli esiti imprevisti.

Questo preambolo, questa allegoria, per introdurre un nuovo concetto: quello dell’architettura immunologica.

Su “Science” è stato pubblicato uno studio in cui Leckie et Al. hanno dimostrato che l’introduzione di un agente patogeno porta ad un cambiamento architettonico nel nido delle formiche Lasius Niger. Le formiche, infatti, modificano la struttura dei nidi proprio per ridurre il rischio di infezione, ad esempio allontanando gli ingressi per ridurre la trasmissione del patogeno. Gli autori arrivano alla conclusione che questa può essere considerata una forma di “immunità architettonica”, un modo che insieme ad altri può contribuire a ridurre la suscettibilità alle malattie.

Dalle formiche passiamo ora agli astrociti: è di questa settimana l’articolo pubblicato da Dewa e collaboratori su “Nature” che analizza il ruolo degli astrociti. Per chi fosse digiuno di neuroistologia, gli astrociti sono delle cellule del cervello che “supportano” i neuroni da un punto di vista strutturale e metabolico. Hanno anche un ruolo nella stabilizzazione dei ricordi e della memoria? Se lo sono chiesti gli autori del gruppo di ricerca di Ken-ichi Dewa.

I ricercatori hanno scoperto che un evento critico - cioè che rientra nella categoria di quelli importanti per la sopravvivenza - determina un'attivazione particolare degli astrociti, che contribuiscono in modo peculiare alla riorganizzazione delle interazioni neuronali per fissare il ricordo e stabilizzare la memoria anche per giorni.

Questo è un ulteriore passo avanti per comprendere che la funzione dell’encefalo in termini di memoria è anche dipendente dalle cellule di supporto e non solo dai neuroni. Come riportato dagli autori, ampliare gli sforzi in modo da comprendere le interazioni multicellulari è fondamentale per comprendere la biologia del cervello.

Ma le notizie di questa settimana non finiscono qui.

Il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (ECDC) ha pubblicato le nuove guide per incrementare la standardizzazione delle cure per l’HIV. Il documento presenta anche un’importante parte per la prevenzione della trasmissione e raccomandazioni per migliorare le cure. Un ulteriore passo avanti basato su dati scientifici.
 

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Sempre in tema di prevenzione, ricordiamo che ottobre è rosa, ovvero il mese della prevenzione del tumore al seno. Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente tra le donne. La prevenzione attraverso adeguati stili di vita e diagnosi precoce è importante.
Per maggiori informazioni è molto utile informarsi sul sito del Ministero.

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Concludiamo con un contenuto “social”. Questa settimana è andato a buon fine il lancio dello Starship, il razzo “super-heavy” di SpaceX che coniuga elevata capacità di carico ed è riutilizzabile. Qui il post su X con le immagini dallo spazio e il video del distacco del secondo stadio.

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