Polaris
26 ottobre 2025

Prima di partire con le novità di questa settimana, se avete voglia di un sottofondo musicale, vi proponiamo 2112 dei Rush. Ambientazioni futuristiche, suoni elettronici su una base rock di altri tempi. Lo potete ascoltare nella nostra playlist de “La settimana scientifica”. Perché si sa, non c'è una buona lettura senza della buona musica.

E adesso cominciamo.

Il cambiamento climatico sta impattando notevolmente sull’ecosistema delle barriere coralline. Vaga e i suoi collaboratori hanno pubblicato su Nature un articolo in cui parlano dell’analisi filogenetica molecolare che hanno fatto e che ha portato alla luce il primo antenato comune dei coralli, ovvero la Scleractinia (460 milioni di anni fa), e la simbiosi con i dinoflagellati fotosintetici avvenuta circa 300 milioni di anni fa. L’analisi filogenetica ha dimostrato che nel Mesozoico alcuni coralli pietrosi riuscirono a superare le crisi climatiche. Lo studio lascia speranze per la sopravvivenza dei coralli attuali. Ciò non toglie il fatto che evitare il cambiamento climatico avrebbe garantito la sopravvivenza di molte specie.

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Continuiamo con il tema dell’analisi genetica, stavolta in campo umano ed in particolare nello studio della depressione. Come per altre patologie, la depressione maggiore è altamente dipendente dal tipo di genere in termini di prevalenza. Thomas e collaboratori hanno pubblicato su Nature Communications uno studio in cui utilizzando metodi di associazione genomica hanno dimostrato otto varianti genetiche - una di queste legate al cromosoma X - che sono associate ad una maggiore incidenza della depressione nel sesso femminile. 

Come riportato dagli autori, diventa sempre più fattibile ed importante il ruolo delle architetture genetiche in base al sesso per lo studio delle patologie, in linea con una medicina di genere.

Scendiamo ulteriormente nella scala delle grandezze e passiamo dai geni agli atomi. Nell’anno della meccanica quantistica esce un articolo estremamente interessante sul concetto di entanglement, cioè di quel fenomeno quantistico per cui in uno stesso momento due particelle sono legate tra loro da una connessione invisibile e quindi - per esempio - i due spin vengono influenzati anche se a chilometri di distanza. 

La domanda che rimane aperta da decenni è la seguente: questa legge quantistica vale anche per gli oggetti con massa maggiore? In altre parole: è possibile unificare la gravità con la meccanica quantistica? Provano a rispondere a questo quesito Giuseppe Aziz e Riccardo Urlo in un articolo su Nature in cui gli autori dimostrano che le teorie della gravità classica possono trasmettere informazione quantistica.

A questo punto del post facciamo una pausa, urge un bel caffè.

Se siete fortunati potete prepararvi una tazzina usando il Kopi luwak, il costosissimo prodotto dai semi di caffè fermentati all’interno dell’intestino dello zibetto ed…evacuati nelle feci! È noto alla degustazione che la fermentazione intestinale dello Zibetto regala al caffè un gusto particolarissimo e molto ricercato, con un retrogusto di nocciola, cioccolato, terra e pesce.

Ma quali sono le molecole che determinano queste note? Lo hanno scoperto Mitra e collaboratori, dimostrando che la fermentazione nell’intestino dello zibetto determina la formazione di elevati livelli di esteri metilici dell’acido caprilico e dell’acido caprico, che sono esaltatori di sapore ed aroma simili al latte. Se avete la fortuna di berlo in compagnia potete anche mettere in mostra le vostre conoscenze spiegando la chimica che si cela dietro al costosissimo caffè!

Facciamo un passo indietro evoluzionistico, dallo Zibetto ai dinosauri. Sappiamo che si sono estinti nel Cretaceo, ma è discusso se fossero già in una fase di estinzione dato che la maggior parte di reperti proviene dal Nord America e quindi i dati sulla biodiversità sono insufficienti. Il gruppo di Flynn ha dimostrato che nel campione di studio nello stato del New Messico i dinosauri erano ampiamente diversificati e quindi non in estinzione prima dell’impatto dell’asteroide.

Facciamo un altro salto e passiamo all’intelligenza artificiale ed al machine learning. Come sappiamo, questa tecnologia permette di analizzare enormi quantità di dati e di processarli a velocità impensabili per gli umani. Grazie a questa tecnologia è possibile prevedere con adeguata accuratezza il comportamento di sistemi complessi e la loro interazione. Su PNAS troviamo due interessanti articoli a riguardo. Il primo sull’utilizzo del ML per classificare l’affinità fra proteina e ligando.

 Il secondo analizza invece la valutazione della capacità di giudizio da parte dei large language models. Gli autori suggeriscono che le risposte dei LLM sono dovute ad associazioni lessicali e, in termini tecnici, “a priori statistici” - cioè outcome lessicali basati su modelli statistici - piuttosto che a ragionamenti, ovvero sulla base di una “divergenza epistemologica” ovvero l’illusione di conoscenza.

Concludiamo questo appuntamento con un consiglio multimediale. Per la parte Video scientifici questa settimana segnaliamo il video della conferenza della Professoressa Clare Burrage, vincitrice del premio Rosalind Franklin della Royal Society. Nello speech la Prof. Burrage ha trattato la materia oscura e ha dimostrato come la sua ricerca colleghi vari ambiti multidisciplinari a dimostrazione di come la convergenza di diversi campi di ricerca sia fondamentale per l’avanzamento scientifico.

Buona visione!

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