Lo Scaffale
02 ottobre 2026 | di Laura Allevi

Spesso riconduciamo le grandi storie a grandi città come New York, Milano, Parigi, teatri di una vastissima letteratura che spazia dal romanzo di genere ai drammi familiari fino a forme ibride di narrativa mista a indagine sociale. In questo caso invece voliamo in Groenlandia, in una piccola capitale che, lo scopriremo, ha molto da raccontare.

Niviaq Korneliussen, la voce che ha disvelato la Groenlandia contemporanea alla narrativa internazionale, torna alle origini del suo lavoro artistico con “Una notte a Nuuk", il romanzo che l'ha resa nota al grande pubblico. Attraverso cinque giovani protagonisti racconta di identità, desiderio, trauma, appartenenza in un contesto in bilico tra modernità e retaggi coloniali.

Pubblicato in Italia da Iperborea nel luglio del 2025, nella traduzione di Francesca Turri, Una notte a Nuuk è il romanzo d'esordio di Niviaq Korneliussen. Apparso originariamente nel 2014 con il titolo “Homo Sapienne”, ha imposto l'autrice come una delle voci più innovative della letteratura groenlandese contemporanea.

Immaginate di vivere a Nuuk, una capitale minuscola, ma abbastanza grande da custodire segreti, paure e desideri. Immaginate di essere alla ricerca della vostra identità e di trovarvi di fronte a un bivio: sciogliere i nodi che vi permetteranno di capire chi siete e che cosa volete oppure rinunciare e continuare la vostra vita come se i dubbi e le incertezze che vi attanagliano non esistessero. 

I giovani protagonisti del racconto di Korneliussen, nel corso di una lunga notte, alcuni per scelta, altri per caso, imboccano la prima strada. Parliamo di Fia, Sara, Ivik, Inuk e Arnaq. Le loro esistenze si avvicinano, si allontanano e si ricongiungono mentre ciascuno di loro affronta la propria personale crisi d'identità. Fia scopre un sentimento che la costringe a mettere in discussione la propria relazione e l'immagine di sé. Sara è innamorata di Ivik, ma deve confrontarsi con il disagio che accompagna la compagna nel rapporto con il proprio corpo. Inuk vive invece il conflitto tra il desiderio di essere sé stesso e il timore del giudizio sociale, fino alla fuga in Danimarca, dove alla fine capirà che nessun cambiamento geografico può sostituire la riconciliazione con la propria identità. Arnaq, segnata dagli abusi subiti durante l'infanzia, nasconde la propria fragilità dietro un'esistenza autodistruttiva fatta di eccessi, alcool e relazioni occasionali. Attraverso uno stile estremamente eterogeneo fatto di dialoghi, lettere, messaggi telefonici e flussi di coscienza, Korneliussen costruisce un mosaico corale in cui ogni voce illumina una diversa sfaccettatura della ricerca del sé.

In questa prospettiva, “Una notte a Nuuk" racconta una storia lineare e, al tempo stesso, fotografa una generazione. L'originalità del romanzo risiede innanzitutto nello sguardo: la Groenlandia non è rappresentata attraverso stereotipi esotici o paesaggi spettacolari, ma come uno spazio urbano vivo, attraversato dagli stessi conflitti che caratterizzano molte società occidentali, aggravati però dall'isolamento geografico e dal peso della storia coloniale. L'identità di cui parliamo e che si trova al centro della ricerca di ciascuno dei personaggi del romanzo è quella sessuale e di genere e, pur costituendo il nucleo tematico dell'opera, non ne esaurisce la portata. Korneliussen riflette anche sul rapporto con il corpo, sul senso di appartenenza, sulle ferite lasciate dagli abusi, sulla difficoltà di immaginare il futuro e sulla necessità di trovare una casa prima di tutto dentro sé stessi. La struttura frammentaria, che a tutta prima può costituire un ostacolo in lettura, costruita alternando registri linguistici e forme narrative differenti, restituisce efficacemente il ritmo della comunicazione contemporanea e la frammentazione emotiva dei protagonisti. Alcuni passaggi possono apparire volutamente discontinui, ma proprio questa irregolarità conferisce autenticità al racconto. Pur mostrando qualche inevitabile acerbità nella costruzione narrativa, tipica di un'opera prima, il romanzo possiede una forza espressiva notevole e lascia già intravedere la maturità che Korneliussen raggiungerà nella sua opera successiva. È soprattutto la sincerità dello sguardo, privo di moralismi e di facili consolazioni, a rendere la lettura coinvolgente.

Alla fine tutte e tutti avranno una risposta, compresi noi che leggiamo.

Se siete alla ricerca di una narrativa contemporanea capace di affrontare identità, orientamento sessuale e disagio giovanile senza retorica, “Una notte a Nuuk” è il libro che fa per voi. Ed è anche un'ottima occasione per conoscere una Groenlandia lontana dagli stereotipi.

Una notte a Nuuk

di Niviaq Korneliussen

Iperborea | Anno 2025

Articoli

Gli ultimi articoli