Lo Scaffale
05 giugno 2026 | di Niccolò Zanini

“Ci sono storie troppo importanti per lasciare che vengano dimenticate” così risponde il mangaka giapponese che si è fatto carico del doloroso compito di raccontare la guerra in Ucraina per non farci dimenticare i suoi orrori e la forza del popolo Ucraino.

Nel momento in cui ho casualmente scoperto nelle mie esplorazioni su Instagram il lavoro di Kuramoto Kazuya, Battlescar, la mia mente non ha potuto fare a meno di andare a Ernie Pike.

Ernie Pike è una delle opere meno conosciute del grandissimo Hugo Pratt. Ispirato al lavoro del vero corrispondente di guerra Ernie Pyle, nel 1957 nasce questo fittizio corrispondente dal fronte che raccoglie e scrive piccole storie che nessuno racconta e che parlano del lato più oscuro della guerra: paure, ansie, orrori e vigliaccheria che però portano ad atti coraggiosi e dolorosi sacrifici.

È sempre terribilmente difficile riuscire a raccontare la penombra e i sentimenti meno roboanti dei protagonisti di un conflitto in mezzo alla luce accecante e ai rumori raccapriccianti della battaglia, credo sia ancora più intimo e difficile disegnarlo quando la guerra assume i connotati del massacro.

Raccontare e testimoniare diventa una missione coraggiosa tanto quanto combattere, quando le battaglie diventano nomi vuoti su cartine, i morti numeri e le foto e i filmati si perdono sepolti negli archivi.

“So bene che questa storia non la comprerà Life né Time né nessun’altra testata che si rispetti. È forse una storia amara, anche se, credo, c’è del buono nell’eroismo [...]”
“Franchi tiratori”, Ernie Pike. Hugo Pratt

Quello che Hugo Pratt dice attraverso le parole del suo personaggio è il perfetto riassunto delle intenzioni che spingono alla creazione di Battlescar.

tavola 1

Battlescar vol.1 usa immagini e parole come un’arma e come un pugno colpisce allo stomaco con tre storie in cui non si fanno sconti all’orrore della guerra in Ucraina, guerra che, se per noi è lontana, per un mangaka giapponese può essere solo rumore di fondo. Ancora più drammatico è sapere che sono storie vere raccontate da combattenti. 

Kuramoto Kazuya incarna lo spirito di Ernie Pike e porta avanti la sua missione di tramandare le vicende oltre la piccola parentesi in cui si sono consumate.

Le storie di Bogdan Shinobi, Alyona e la piccola Macha, raccontate senza fronzoli, ci portano ad affondare nelle dolorose ferite impresse in questi anni sulla pelle del popolo ucraino.

Non è una lettura facile e tutto viene fissato sulle pagine com'è giusto che sia, senza sconti. Da leggere, per ora solo in inglese, francese, ucraino e giapponese. Da possedere, per non dimenticare queste storie “because some stories are too important to be forgotten”.

Articoli

Gli ultimi articoli