Che cos’è un cliché? È “un'espressione, idea, immagine o situazione stereotipata e abusata, diventata banale per l’uso eccessivo”. O per lo meno questa è la definizione.
Nel panorama della Fantascienza ormai c’è un costante abuso e riuso di un numero imbarazzante di cliché, tanto che ormai la sfida è riuscire a renderli non banali e ben integrati in una storia.

Ecco, il fumetto indipendente “Futura”, di Leonardo Piantoni, è la rappresentazione plastica di questo obiettivo, raggiunto in maniera sorprendente.
Non aspettatevi il classico disegno stile americano o manga, qui viene effettuata un’interessante scelta artistica che fonde il tratto italiano stile Bonelli con quello dei fumetti francesi. Interamente a colori e con una chiara ispirazione cinematografica nella composizione delle scene, ci regala alcuni scorci meravigliosi che variano da panorami naturalistici ad una serie di skyline futuristiche.
E dopo questa introduzione direi che possiamo proseguire.
Nonostante siano già usciti sei numeri e con l’ottavo la storia troverà la sua conclusione e siccome il racconto merita e voglio ingolosirvi con quello che lo stesso autore definisce “antipasto”, tratterò solo del primo volume, anche perché, credetemi, il resto sarà per voi una piacevole sorpresa, quindi non voglio spoilerare!
L’opera si apre con Rebecca, la nostra protagonista, pilota di un'astronave monoposto, che letteralmente si schianta fra le rocce del pianeta Hardin-07. ll computer di bordo, in base ai dati immagazzinati in memoria perché impossibilitato ad una connessione remota con l’esterno, la informa che la vita sul pianeta è impossibile a causa dell’atmosfera tossica ed inospitale. Uscita dalla navicella scopre invece di trovarsi in un ambiente con atmosfera respirabile ed interamente terraformato a replicare la Terra, abitato da animali di tutte le specie presenti sul nostro pianeta. Cosa ancora più assurda, davanti a lei si erge una città, Futura, interamente popolata da robot che svolgono tutte le mansioni per ipotetici abitanti che però non ci sono. Guardandosi intorno non è tuttavia solo questo a sorprenderla, poiché la vera domanda che si pone è perché tutto appare fermo alla tecnologia degli anni '90.

Così si chiude il primo volumetto di Futura, quindi con tante domande ma soprattutto con il migliore cliché narrativo possibile, che poi è la vera essenza della Fantascienza: un mistero da scoprire e la supergettonata domanda “riuscirà la nostra eroina a sopravvivere e tornare a casa?” E io, che ho letto tutti i capitoli finora pubblicati, posso solo dirvi che sono in hipe per il finale. Ancora qui? Andate a leggervi il primo volume, che è gratis nei link qui sotto!

Leonardo Piantoni tornerà in Avengers Domsday… No fortunatamente ma farà un salto a Fantascienza a Mezzanotte, la rubrica sci-fi di 35mm, quindi non perdetevi la puntata. Live long and prosper.
Se volete seguire tutti gli aggiornamenti del progetto, l’autore e leggere il primo capitolo andate qui
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