Le elezioni generali in Zambia (2026) e la riconferma presidenziale
Come già scritto su Politèia, il 13 agosto 2026 circa 8,8 milioni di cittadini dello Zambia si sono recati alle urne per rinnovare sia la presidenza della Repubblica sia i componenti delle assemblee legislative e locali. La commissione elettorale ha quindi proclamato la vittoria del capo di Stato in carica Hakainde Hichilema, figura di vertice dello United Party for National Development (UPND), che ha ottenuto circa il 60% dei consensi e si è assicurato un secondo mandato quinquennale. Il suo principale sfidante, Brian Mundubile, alla guida della coalizione di opposizione, ha raccolto invece il 38% dei voti, mentre gli altri dodici candidati hanno ottenuto percentuali marginali.
Si può notare una netta distinzione delle intenzioni di voto per il presidente tra Nord-Est e Sud-Ovest del paese. Vi ricordate il post sulle elezioni in Zambia? La frattura elettorale sembra riflettere la divisione etno-regionale ed economica dello Zambia, le province meridionali e occidentali del quale sostengono la base Tonga e Lozi legata all’UPND, mentre le province settentrionali e orientali si compattano attorno ai gruppi di lingua Bemba e Nyanja, e a questo contrasto identitario si sommano le diverse esigenze economiche tra le aree a vocazione agricola e i distretti minerari del Nord.
Le contestazioni dell’opposizione e la crisi a Lusaka
L’annuncio dei risultati ha determinato l’immediata apertura di una contesa sul terreno della legalità. Il leader dell’opposizione Mundubile ha respinto il verdetto ufficiale e ha predisposto un ricorso dinanzi alla magistratura, poiché afferma di avere raccolto documenti che attestano gravi irregolarità nella gestione e nella trasmissione delle schede. La contesa politica è sfociata così in un drammatico scontro materiale quando le forze di polizia hanno fatto irruzione nella residenza di Mundubile a Lusaka e hanno giustificato l’azione con l’accusa di un presunto piano insurrezionale. Durante l’operazione ha perso la vita l’ex-ministro Mutotwe Kafwaya e le autorità hanno arrestato 11 persone. Di fronte alle violenze e al timore di un fermo giudiziario, il candidato dell’opposizione ha cercato protezione presso una rappresentanza delle Nazioni Unite nella capitale.
I dubbi sul processo elettorale e il giudizio degli osservatori
La regolarità delle operazioni ha mostrato crepe evidenti, che alimentano il sospetto circa la limpidezza del procedimento. All’indomani del voto, gli organi elettorali hanno disposto una temporanea sospensione dello spoglio su scala statale, motivata con aggressioni ai funzionari dei seggi e furti di materiale elettorale in alcune aree periferiche. Sebbene la giornata elettorale si sia svolta in un clima di generale tranquillità alle urne, le delegazioni di osservatori (tra cui quelli dell’Unione europea) hanno denunciato condizioni di partenza profondamente disuguali. Hanno pesato sia lo squilibrio nell’accesso agli organi di stampa sia l’approvazione di modifiche alle norme elettorali avvenuta a ridosso del voto. Esperti indipendenti hanno inoltre evidenziato anomalie nei dati dello spoglio, poiché in diverse roccaforti governative il numero di voti espressi per il presidente è risultato notevolmente superiore a quello registrato per i deputati della medesima assemblea.
Il quadro economico e la tenuta delle istituzioni
La tenuta democratica dello Zambia rappresenta un perno di rilievo per l’intera regione, data la centralità del paese nell’estrazione del rame e nella gestione delle vie commerciali africane. Nel suo primo quinquennio Hichilema ha improntato l’amministrazione alla disciplina contabile e ha attuato una ristrutturazione del debito con i creditori esteri. Nondimeno, l’insofferenza verso il dissenso e gli arresti dei dirigenti rivali rischiano di incrinare la tradizione di alternanza pacifica che ha caratterizzato la storia repubblicana a partire dal 1991. In questo contesto, la decisione degli organi giudiziari richiesta dalle opposizioni costituirà il banco di prova per stabilire se le garanzie dello Stato di diritto riusciranno a prevalere sull’esercizio arbitrario dell’autorità.


