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Attualità
07 luglio 2026 | di Valentina Barbiero


Il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma ha riportato al centro dell'attenzione una sostanza che, da anni, è associata alla crisi degli oppioidi negli Stati Uniti[1].

A tal proposito è lecito chiedersi sequesto episodio significhi che anche l'Italia sta entrando nella stessa crisi vissuta dagli Stati Uniti.

Le informazioni oggi disponibili non consentono di arrivare a questa conclusione. Per capire perché è necessario distinguere tra un episodio di cronaca e l'evoluzione di un fenomeno più ampio. In questo articolo analizziamo i dati disponibili su Stati Uniti, Europa e Italia per comprendere che cosa sappiamo davvero sul fentanyl e perché il mercato europeo presenta, almeno oggi, caratteristiche diverse da quello statunitense.

Il fentanyl non nasce come “droga di strada”

Il fentanyl è un oppioide sintetico utilizzato in medicina, soprattutto in anestesia e nella terapia del dolore. Secondo il National Institute on Drug Abuse, parte dei National Institutes of Health statunitensi, è un analgesico sintetico simile alla morfina, ma con una potenza da 50 a 100 volte superiore[2].

Proprio la sua elevata potenza rende il fentanyl un farmaco prezioso nella pratica clinica, che richiede anche procedure rigorose di prescrizione, conservazione e somministrazione. Il problema nasce quando la sostanza esce da questo contesto, viene sottratta ai circuiti sanitari, prodotta illegalmente o immessa nel mercato illecito fuori da qualsiasi controllo medico.

Nel Piano nazionale italiano contro l'uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, il Dipartimento per le Politiche contro la Droga indica infatti come obiettivo delle attività di prevenzione quello di intercettare e impedire l'accesso del fentanyl e dei suoi analoghi in Italia e la loro diffusione sul territorio nazionale[3].

Ma la crisi americana è davvero nata dal fentanyl?

Quando si parla di fentanyl, il pensiero corre quasi inevitabilmente agli Stati Uniti. Negli ultimi anni questa sostanza è diventata il simbolo della crisi degli oppioidi che ha colpito il Paese. Eppure attribuirgli l'origine della crisi risulterebbe impreciso.

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) descrive l'epidemia degli oppioidi come un fenomeno sviluppatosi in più fasi. La prima inizia alla fine degli anni Novanta con il forte aumento delle prescrizioni di analgesici oppioidi. La seconda, intorno al 2010, è caratterizzata dalla crescita dei decessi legati all'eroina. La terza prende avvio dal 2013 ed è contraddistinta dalla rapida diffusione degli oppioidi sintetici, in particolare del fentanyl prodotto illegalmente[4].

Il fentanyl, quindi, non rappresenterebbe l'origine della crisi, ma la sua fase più recente e, per molti aspetti, più letale.

Le prime due fasi dell'epidemia sono strettamente legate alla diffusione degli analgesici oppioidi prescritti per il trattamento del dolore. Tra questi, l'OxyContin, commercializzato da Purdue Pharma nel 1996, è diventato uno dei casi più discussi per il ruolo che le strategie di promozione del farmaco avrebbero avuto nell'espansione delle prescrizioni e nella sottovalutazione del rischio di dipendenza[5].

Con il progressivo irrigidimento delle prescrizioni, una parte dei consumatori si è spostata verso il mercato illecito degli oppioidi. È in questo contesto che il fentanyl prodotto clandestinamente ha assunto un ruolo sempre più rilevante, modificando profondamente il mercato americano della droga.

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I dati mostrano quanto il fenomeno sia ancora oggi rilevante. Secondo il CDC, nel 2024 gli Stati Uniti hanno registrato una diminuzione di circa il 27 per cento delle morti per overdose rispetto all'anno precedente. Si tratta del calo più consistente degli ultimi anni. Nonostante questo miglioramento, i decessi restano però molto elevati: oltre 54.700 hanno coinvolto oppioidi e circa 47.700 sono stati associati agli oppioidi sintetici diversi dal metadone, categoria nella quale rientrano il fentanyl e i suoi analoghi[6].

Il calo registrato nel 2024 rappresenta un segnale incoraggiante, ma non modifica il quadro generale. Negli Stati Uniti il fentanyl non è una minaccia potenziale, bensì uno degli elementi strutturali dell'attuale crisi degli oppioidi.

L'Europa ha un mercato diverso

La situazione in Europa è diversa. Questo non significa che si sia al riparo dal rischio rappresentato dagli oppioidi sintetici, ma che il fenomeno si inserisce in un contesto profondamente diverso e va interpretato alla luce delle caratteristiche del mercato europeo.

Nel suo European Drug Report 2026, l'European Union Drugs Agency (EUDA) osserva che l'eroina continua a essere l'oppioide illecito più diffuso in Europa e resta responsabile di una parte significativa del carico sanitario associato al consumo di droghe[7]. Lo stesso rapporto evidenzia però come il mercato degli oppioidi stia evolvendo, con una crescente presenza di oppioidi sintetici e la comparsa di nuove sostanze che richiedono un monitoraggio costante.

Secondo le stime dell'EUDA, nel 2024 nell'Unione europea si sono registrati almeno 7.589 decessi per overdose. Gli oppioidi, spesso in associazione con altre sostanze, sono stati coinvolti in circa sette casi su dieci[8]. Si tratta di un dato che conferma il peso degli oppioidi anche nel contesto europeo, la composizione del mercato illecito rimane, però, diversa da quella osservata negli Stati Uniti.

Le immagini provenienti dagli Stati Uniti raccontano una crisi reale, sviluppatasi all'interno di un sistema sanitario, di un mercato della droga e di una storia epidemiologica molto specifici.

Applicare automaticamente quello schema all'Europa rischia di produrre una lettura fuorviante. I dati disponibili mostrano infatti che il mercato europeo degli oppioidi presenta caratteristiche proprie e che l'attenzione delle istituzioni è rivolta soprattutto a intercettarne tempestivamente l'evoluzione, anche attraverso il sistema europeo di allerta rapida e il monitoraggio delle nuove sostanze psicoattive[9].

Il segnale bulgaro

Dire che l'Europa è diversa dagli Stati Uniti però non significa che il fentanyl sia irrilevante nel continente. Semplicemente la sua presenza appare disomogenea e alcuni contesti nazionali mostrano segnali più preoccupanti di altri.

Uno di questi è la Bulgaria. Secondo l'European Union Drugs Agency, diversi indicatori suggeriscono una maggiore disponibilità di fentanyl nel Paese. Nel 2024 la polizia bulgara ha sequestrato diversi chilogrammi di materiale contenente fentanyl e, tra il 2024 e il 2025, la sostanza è stata associata a oltre 100 morti droga correlate. EUDA segnala inoltre che decessi e ospedalizzazioni, inizialmente concentrati soprattutto a Sofia, sono stati osservati nel 2025 anche in altre città bulgare[10].

Questo dato aiuta a evitare due semplificazioni opposte. La prima è sostenere che il fentanyl non riguardi l'Europa. La seconda è affermare che l'Europa stia vivendo la stessa crisi degli Stati Uniti. Il quadro disponibile indica invece una situazione più irregolare: alcuni mercati nazionali possono essere più esposti, altri meno, e i cambiamenti possono avvenire rapidamente.

Per questo la sorveglianza europea assume un ruolo centrale. Il punto è, oltre a stabilire se il rischio esista o meno, capire dove sta emergendo, attraverso quali canali e tramite quali sostanze. È proprio questa capacità di intercettare segnali precoci che può fare la differenza tra prevenzione e gestione tardiva di una crisi.

I nitazeni, la nuova attenzione dell'Europa

Mentre il dibattito pubblico si concentra soprattutto sul fentanyl, nei rapporti dell'European Union Drugs Agency compare con crescente frequenza un'altra famiglia di sostanze: i nitazeni.

I nitazeni sono oppioidi sintetici ad elevata potenza, comparsi negli ultimi anni sul mercato europeo delle droghe. Nel suo European Drug Report 2026, l'EUDA osserva un aumento dei sequestri e della loro diffusione. Nel 2024 le autorità di dieci Paesi hanno sequestrato oltre 50.000 compresse contenenti nitazeni, rispetto alle circa 23.000 del 2023 e alle 380 del 2022[11].

Lo stesso rapporto ricorda che ogni anno il sistema europeo di allerta rapida identifica nuovi oppioidi sintetici, tra cui fentanyl, carfentanil, nitazeni e altre sostanze della stessa famiglia. La loro elevata potenza rende possibile distribuire un numero molto elevato di dosi a partire da quantità estremamente ridotte, rendendo particolarmente importante il monitoraggio del mercato illecito[12].

Anche alcuni dati nazionali mostrano come queste sostanze stiano assumendo un ruolo crescente. Nel 2024 i nitazeni sono stati associati a 43 dei 97 decessi per overdose registrati in Estonia e a 36 dei 77 decessi registrati in Lettonia. Dal 2019 almeno 21 Stati membri dell'Unione europea hanno segnalato la presenza di uno o più nitazeni.

Questi dati non indicano che i nitazeni abbiano sostituito il fentanyl o l'eroina nel mercato europeo, dimostrano che il panorama degli oppioidi sintetici è in rapida evoluzione e spiegano perché le autorità continentali abbiano rafforzato le attività di sorveglianza e di allerta precoce nei confronti di queste sostanze[13].

In Italia?

Le informazioni oggi disponibili descrivono un quadro diverso da quello osservato negli Stati Uniti. La Relazione annuale 2025 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) afferma che, sulla base dei riscontri informativi e investigativi raccolti, «la situazione risulta ancora più sfumata sotto il profilo dell'abuso della sostanza commerciata illegalmente, non potendosi parlare di fenomeno».

Si tratta di una precisazione importante che conferma la presenza del rischio, ma con le evidenze disponibili non si può affermare che ci sia una diffusione tale da configurare un fenomeno strutturato.

Proprio per questo, già a marzo del 2024 il Governo ha approvato il Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento tra istituzioni, sistema sanitario, laboratori di tossicologia, forze di polizia e Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe. Il Piano punta a intercettare tempestivamente eventuali segnali di cambiamento e a impedirne la diffusione sul territorio nazionale.

La stessa Relazione della DCSA sottolinea però che il mercato europeo è in evoluzione e il documento richiama l'attenzione sulla crescente diffusione dei nitazeni, che vengono definiti una nuova minaccia per la salute pubblica, e la relazione segnala che combinazioni di eroina e fentanyl, così come miscele contenenti altri oppioidi sintetici della famiglia dei nitazeni, iniziano a comparire anche nei mercati darknet. Si tratta di un'evoluzione che le autorità italiane seguono con particolare attenzione proprio per coglierne tempestivamente eventuali sviluppi.

In questo contesto si inserisce anche il furto delle 80 fiale all'Ospedale Israelitico di Roma. L'episodio richiama l'attenzione sulla sicurezza della filiera sanitaria e sulla necessità di mantenere elevati i controlli su una sostanza ad altissima potenza. Da solo, tuttavia, non consente di affermare che in Italia sia in corso una crisi paragonabile a quella statunitense. Rappresenta piuttosto un fatto che conferma l'utilità di una strategia costruita per riconoscere tempestivamente eventuali segnali di cambiamento.

Qualche mese fa avevamo parlato del fentanyl da una prospettiva diversa, quella dei rapporti tra Stati Uniti e Cina. In quel caso era soprattutto una chiave per comprendere tensioni diplomatiche, dazi e competizione strategica. Oggi il punto di osservazione è diverso, perché la sostanza, diventa una questione di salute pubblica, sicurezza sanitaria e capacità delle istituzioni di prevenire un fenomeno prima che assuma dimensioni più ampie.

La lezione che emerge dai dati è forse più ampia della vicenda stessa. Gli Stati Uniti mostrano come la crisi degli oppioidi possa svilupparsi nel corso di molti anni attraverso l'intreccio di prescrizioni inappropriate, dipendenze, mercato illecito e ritardi nella risposta istituzionale. L'Europa mostra oggi una realtà diversa, nella quale l'eroina mantiene ancora un ruolo centrale, ma nuovi oppioidi sintetici, come il fentanyl e i nitazeni, richiedono una sorveglianza sempre più attenta.

Le crisi raramente iniziano quando diventano evidenti a tutti. Più spesso prendono forma attraverso cambiamenti graduali e segnali che, isolatamente, possono sembrare marginali. È proprio per questo che la prevenzione e il continuo monitoraggio hanno valore: in questo caso anticipare e trovarsi preparati.

Rubate 80 fiale di fentanyl all'Ospedale Israelitico a Roma, cassaforte aperta con la chiave

European Drug Report 2026: Trends and Developments | The European Union Drugs Agency (EUDA)

Heroin and other opioids – the current situation in Europe (European Drug Report 2026) | The European Union Drugs Agency (EUDA)

Drug-induced deaths – the current situation in Europe (European Drug Report 2026) | The European Union Drugs Agency (EUDA)

Drug Overdose Deaths in the United States, 2023–2024

Fentanyl | National Institute on Drug Abuse (NIDA)

WHO Model List of Essential Medicines - 23rd list, 2023

World Drug Report 2025

National Drug Threat Assessment

PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE CONTRO L’USO IMPROPRIO DI FENTANYL E DI ALTRI OPPIOIDI SINTETICI

Relazione Annuale 2025 (dati 2024) | Direzione Centrale per i servizi antidroga

  1. Secondo RaiNews, le fiale erano custodite nella cassaforte dell’ospedale e, secondo fonti della Presidenza del Consiglio,la quantità sottratta sarebbe sufficiente a confezionare fino a 20 mila dosi destinate al mercato illecito. Dopo il furto è stata convocata una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi.
  2. National Institute on Drug Abuse, Fentanyl, National Institutes of Health, aggiornato il 6 giugno 2025. Consultato il 5 luglio 2026. Link al documento
  3. Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre Dipendenze, Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici , 2024
  4. Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Understanding the Opioid Overdose Epidemic.Il CDC descrive l'evoluzione dell'epidemia degli oppioidi negli Stati Uniti attraverso il modello delle "tre ondate": prescrizioni di oppioidi, eroina e oppioidi sintetici.
  5. Van Zee A., The Promotion and Marketing of OxyContin: Commercial Triumph, Public Health Tragedy,, American Journal of Public Health, 2009.Analizza il ruolo della commercializzazione di OxyContin e delle strategie di marketing di Purdue Pharma nello sviluppo della crisi degli oppioidi.
  6. National Center for Health Statistics (CDC), Drug Overdose Deaths in the United States, 2023–2024, Data Brief n. 549, 2025. Contiene i dati preliminari sulle morti per overdose e la suddivisione per categorie di sostanze.
  7. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – Heroin and other opioids. Il rapporto indica che l'eroina resta l'oppioide illecito più diffuso in Europa e descrive l'evoluzione del mercato degli oppioidi.
  8. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – Drug-induced deaths. Fonte delle stime sui decessi per overdose e sul coinvolgimento degli oppioidi.
  9. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – Drug-induced deaths.
  10. Heroin and other opioids – the current situation in Europe (European Drug Report 2026)
  11. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – New psychoactive substances. Il rapporto documenta il rapido aumento dei sequestri di compresse contenenti nitazeni: oltre 50.000 nel 2024, circa 23.000 nel 2023 e 380 nel 2022.
  12. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – New psychoactive substances.. La sezione descrive il sistema europeo di allerta rapida (EU Early Warning System) e segnala la comparsa di nuovi oppioidi sintetici, tra cui fentanyl, carfentanil e nitazeni, evidenziandone l'elevata potenza e il rischio associato anche a quantità molto ridotte.
  13. European Union Drugs Agency, European Drug Report 2026 – New psychoactive substances. Riporta i dati nazionali relativi ai nitazeni, inclusi i decessi registrati in Estonia e Lettonia nel 2024 e la diffusione di almeno un nitazene in 21 Stati membri dell'Unione Europea dal 2019.
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